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Diario di Martina

Concetto alla vista così semplice, ma così difficile da applicare.
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Sono la prima ad eliminare quei momenti di riposo come: farsi una maschera, guardare un episodio... Per paura di avere sprecato del tempo che poteva tornarmi utile nello studio.
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Sono la prima a capire che è giusto prendersi una pausa ogni tanto, ma dentro di me non sono capace di assimilare tali parole.
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Tiro talmente tanto la corda che spesso si spezza e sono obbligata a prendermi una pausa perché non posso fare altrimenti.
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Nell'ultimo periodo sto prendendo coscienza delle mie limitazioni, senza vergognarmene e sto imparando a gestire il tempo in modo tale da trarne maggior profitto senza distruggermi.
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Ho preso coscienza delle mie capacità e del fatto che qualche ora di pausa non può influire negativamente sul mio rendimento, anzi.
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Ho notato che prendermi qualche ora di pausa mi permette di essere più energica e di trarre maggior profitto dalle ore di studio. Se sono stanca, provata, faccio tantissima fatica per ottenere un risultato peggiore rispetto a quando mi rilasso e mi riposo un po'.
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Ho visto che prendermi metà giornata di pausa, il giorno prima dell'esame, mi ha aiutato molto con il discorso dell'ansia; infatti, il giorno successivo sono meno agitata in quanto il giorno prima l'ho passato svagandomi e non struggendomi chiusa in casa a leggere senza memorizzare concetti che so perfettamente.
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Tutto questo discorso è per dirvi che prendersi una pausa non vi rende "cattivi" studenti, anzi, vi aiuta a migliorare come persone e a vivere tutto al meglio.
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Io con un messaggio, non posso di certo aiutarvi a cambiare, ma almeno fate una prova, prendetevi due orette di riposo per almeno due volte. Sono sicura che questo vi farà ca
mbiare idea.
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Qualche giorno fa, mi è stata fatta una domanda molto importante e a cui ci tengo a rispondere con un post più approfondito anche qui sul blog.
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"Programmo accuratamente giorno per giorno lo studio, però poi riesco a portare a termine metà delle cose che mi sono prefissata, mi demoralizzo, mi viene l'ansia, mi viene sempre meno voglia di studiare. Come fare per vivere più serenamente il tutto e portare a termine quello che mi impongo? "
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Questi sono i consigli che ho messo in pratica da cui potete prendere spunto e "aggiustare" in base alle vostre esigenze.
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1. Suddividere gli impegni in base alle priorità. Lo so che abbiamo sempre mille cose da fare e che ci sembrano tutte di ugual importanza, ma non è così. Ad esempio (banale ma per rendere l'idea), in appartamento è il mio turno delle immondizie, appena vedo un sacchetto pieno mi prendo un appunto che il giorno dopo appena vado a prendere l'autobus butto via il sacchetto visto che passo davanti ai bidoni. 2 eventi, sviluppati in un unico momento: #timesaving.
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2. To do list NON troppo lunghe. Purtroppo, abbiamo solo un certo numero di ore a disposizione, il tempo non è infinito. Dopo aver selezionato gli impegni inderogabili e importantissimi, metterli in cima alla lista.
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3. Categoria: se ho tempo. Per evitare di demoralizzarsi se non si portano a termine tutti gli impegni, mettere nella to do list gli impegni che ASSOLUTAMENTE bisogna portare a termine ma essendo realisti. Sotto la sezione "se ho tempo" posizionare eventi/impegni che possono aspettare uno, due giorni se non di più.
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4. Cosa studio prima?. Questa è una domanda molto difficile a cui rispondere. Ho adottato questa tecnica da quanto frequento l'università, ma se ci avessi pensato prima, forse avrei vissuto più serenamente anche certi periodi delle superiori. Generalmente seguo 3 corsi al semestre (fino ad ora) e stilo un'ordine di importanza della materia. Al primo posto posiziono sempre la materia che ha più CFU, cioè quella che peserà di più sul mio voto di laurea, oppure quella in cui ho più difficoltà o quella con l'esame più difficile. Al secondo posto posiziono un'altra materia importante, in cui faccio un po' fatica, ma non troppo. In ultima posizione, mette sempre l'esame più semplice che non è solitamente quello che ha meno carico di studio, ma quello che a livello di concetti mi risulta più semplice oppure dove ci impiego meno tempo a fare gli schemi per gli esami.

In base alla posizione nella graduatoria, mi porto subito in pari con gli schemi o li posticipo a momenti in cui sono più stanca. 

Ad esempio, questo semestre seguo chimica fisica I, matematica II, chimica analitica II.

In ordine di importanza:
1. chimica fisica I, perchè ci sono tantissime dimostrazioni e concetti da imparare
2. matematica II, tantissimi concetti da imparare
3. chimica analitica II, solo concetti da memorizzare (non serve capire).

Ogni giorno faccio nel pomeriggio chimica fisica per poterla capire essendo difficile, la sera e nei weekend mi dedico a matematica e nelle pause a chimica analitica.
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5. Siamo umani. Questo è un aspetto che tendo a sottovalutare molto spesso. Ci sono giorni in cui mi sento totalmente disorganizzata oppure completamente indietro sulla mia tabella di marcia per lo studio. In quei giorni me la prendo con me stessa e studio in continuazione fino all'esaurimento. Questo mi porta a raggiungere uno stato di esasperazione totale che provoca una serie di pensieri negativi. Dobbiamo renderci conto che siamo persone umane e spesso ci sono fattori che posso influenzare la nostra produttività. Per questo motivo non abbatterti se non riesci a portare a termine tutto, domani è un altro giorno o la settimana prossima andrà meglio.


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Se mi seguite su Instagram, ormai avrete già capito che l'ansia fa parte della mia vita da sempre. Ho visto che molti di voi si sono rivisti un po' nella mia situazione e ho deciso di creare questo piccolo spazio nel mio blog sotto forma di diario per parlare di come io viva questa "situazione". Probabilmente per molti di voi sembrerà un'esagerazione, ma per altri sarà confortante leggere parole che rispecchiano la propria situazione.  

Purtroppo per chi come me soffre di ansia perenne, sa perfettamente che non è una situazione psicologicamente facile da vivere.

Secondo i miei ricordi, ho iniziato a soffrire così tanto di ansia quando ho iniziato le superiori, per la precisione, per chi non mi conoscesse ancora, l’istituto tecnico. Il primo anno per me è stato disastroso, tanto che l’ho vissuto proprio male.

L’ansia è iniziata quando mancava poco all'inizio del mio primo anno di superiori perché dalle medie era un grandissimo cambiamento e il tipo di scuola che avevo scelto mi metteva una certa soggezione. Non sapevo cosa aspettarmi, non sapevo se fosse la scuola per me e soprattutto non sapevo se ce l’avrei fatta in una scuola così impegnativa.

Il primo anno di superiori è stato un grande ostacolo da superare. L'ansia di non essere all'altezza mi aveva chiuso lo stomaco tanto da non riuscire a mangiare. Ero così abituata a sentirmi così che non mi ero accorta di stare fisicamente male. Questa situazione, per fortuna momentanea, era dovuta sicuramente al clima poco felice che vivevo ogni giorno a scuola. Passati i primi mesi ed iniziato il secondo quadrimestre, ho capito (più o meno) come ridurre, almeno un po', quest'ansia che mi attanagliava lo stomaco.

Ho capito che la cosa che mi metteva più soggezione era sicuramente come apparivo davanti agli occhi degli altri, volevo sempre fare bella figura o semplicemente non volevo essere "presa di mira". Da quel momento ho iniziato a lavorare molto su me stessa, perché è importante come ti vedi tu e non come ti vedono gli altri. 

Molte volte, ma direi anche sempre, l'ansia è soltanto una questione di "testa", o meglio psicologica. Come in questo caso, ho analizzato i momenti in cui sentivo che mi si chiudeva lo stomaco, il cuore a mille e cercavo di capire quale fosse stata la causa. 

Per capire come risolvere, non dico completamente, ma un buon 60/70% questo problema, è capire qual è la fonte di questo disagio e iniziare a lavorarci dalle basi.

La prima cosa che ho fatto, dopo aver capito quale fosse la causa di questo malessere, ho iniziato con piccoli passi, a rendermi più sicura di me stessa. Un esempio banale, è stato dire di no quando non volevo fare qualcosa quando prima dicevo sì solamente per non fare storcere il naso alle altre persone.


Ricordate che è importante come voi vi vedete e non come vi vedono gli altri. Questo concetto mi ha permesso di scegliere me e i miei valori in moltissimi casi.

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Diario di Martina is a blog of a student written by Martina Pes. Martina is a self-proclaimed foodie, books obsessed, lover of personal care, family woman who believes in the motto "live with enthusiasm". She loves to experimente in the kitchen to try to follow an healthy lifestyle. However, 
in her blog you will find her life and some advices based on her experience. I'm trying to be a lifestyle blogger.

I have some experience as a blogger because almost four years ago I opened my book blog as a result of a big visibility. During last year a lot of things has changed. I moved to another city, I live alone during the week and I started college. Because of that, I felt the need to open a web corner where I was not limited to talking only about books, but I was freer. This blog is my personal space to share with you my days, my thoughts and my opinions. I would hope to be useful in some way to you.
[I apologize for any errors whereas English is not my first language.]
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Siamo entrati nel mese di settembre. Cosa succede a settembre? Le giornate sono più corte, più fresche e per gli studenti si torna a scuola. Visto che il mio blog è nato con l’obiettivo di raccontare la mia esperienza, per questo motivo, ho deciso di raccontarvi come mi preparavo per il ritorno a scuola e se vi interessa, potrei fare una versione per gli studenti universitari.

Attenzione: lo scopo di questo post non è di criticare nessuno, ma è un post con lo scopo di dirvi cos'ho sbagliato io, nella mia esperienza, e cosa farei se potessi tornare indietro. Questo deve servire semplicemente da spunto per ognuno di voi, in modo tale da migliorare il traumatico ritorno a scuola. w

Tralasciando l’ansia e la poca voglia che assale ogni studente a metà agosto... si inizia ad affannarsi per finire tutti i compiti prima di riprendere la monotonia dei giorni scolastici. 


Generalmente per il ritorno a scuola, non mi preparavo al meglio e credo che per il mio tipo di persona sia stato sempre uno sbaglio. Me ne accorgevo ogni anno che i primi mesi facevo una fatica enorme a riprendere il pieno ritmo scuola-casa-studio, ma non ho mai fatto niente per rendermi i giochi più facili. Sarà stato per pigrizia? Sarà stato perché vedevo l'estate sacra? Sarà stato perché avevo mille interessi al di fuori dello studio? Io questo non lo so, ma ora che sono all'università ho cambiato completamente il mio ritmo per il back to school. Fatemi sapere se volete la versione anche per studenti universitari.

Il problema più grande del ritorno a scuola, sempre sarà o per me lo è stato, la sveglia alle 6.30 del mattino. Abituata a svegliarmi dopo le 9 fino al giorno prima, le prime settimane di scuola sono state davvero impossibili, non difficili. Durante il mio percorso da studentessa delle scuole superiori, avevo già pensato di abituarmi nuovamente ad alzarmi presto (circa intorno alle 7/7.30) magari una settimana prima. Se avessi messo in pratica questa idea, sarei stata 100 volte più produttiva e non avrei provato quel senso di spossatezza che mi prendeva ogni volta che tornavo a casa dopo 5 ore di scuola. Dopo scuola, difficilmente riuscivo a mettermi ad un'ora decente a studiare perché avevo sempre troppo sonno che mi mettevo a dormire. Cosa sbagliatissima perché dopo ero ancora meno mentalmente attiva.

Riprendere lo studio, il secondo problema più grande. Io sono sempre stata quel tipo di studentessa che cercava di finire il prima possibile i compiti per avere poi l'estate libera senza la nuvola nera dell'ansia dei compiti da fare. Voi direte che bene, brava. Il problema era che arrivavo a settembre, quando avrei dovuto dare almeno una sfogliata ai miei quaderni per cercare di togliere quello strato enorme di polvere che si era formato sulle nozioni che avevo studiato l'anno prima. Non avendolo mai fatto fino a quest'anno, ho sempre trovato difficile riprendere lo studio perché avevo completamente cancellato/rimosso quello che avevo studiato l'anno prima quindi non riuscivo a fare i collegamenti più banali. Ora, capisco che a fine agosto e/o i primi di settembre mettersi a studiare sia un'idea improponibile, ma almeno sfogliare i vecchi appunti leggendo qua e là qualche nozione, aiuta a riattivare la mente in vista del nuovo anno scolastico.

Una delle parti che più preferisco del back to school o back to college è sicuramente lo shopping. Adoro ogni prodotto di cancelleria che esiste su questa terra però ho imparato a darmi una regolata (più o meno) se no avrei continuato a comprare di tutto. Una cosa che ho imparato in questi anni è che non mi serve il mondo per affrontare al meglio il mio anno accademico. Ora come ora, per il mio secondo anno in università, ho comprato esattamente tre quaderni per gli appunti: uno per ogni materia; circa 8 penne nere (non troppe se no si seccano); un evidenziatore e basta perchè ce ne ho già a casa e due raccoglitori. Non serve spendere tantissimi soldi per ottenere il massimo del rendimento. A livello di materiale, basta il minimo indispensabile per poter essere produttivi. Un consiglio che mi sento di darvi è quello di controllare tra le cose dell'anno precedente se c'è qualcosa che può essere riutilizzato. Quando poi scriverete l'elenco delle cose da comprare, se vedete che state aggiungendo cose non essenziali fatevi questa domanda:"mi serve davvero? non ho nessuna alternativa, non posso usare altro?". Questo mi ha permesso di risparmiare un bel po' di soldi.

Cosa pensate di queste tre tips? Siete pronti per il ritorno a scuola?


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Buongiorno lettori, sul mio account Instagram mi è stato chiesto quale fosse il mio metodo di studio. Prima di iniziare, vorrei fare una breve premessa. Ognuno ha il suo metodo di studio, io mi trovo bene in questo modo, ma altre persone potrebbero non trovarsi. Vi consiglio vivamente di sperimentare vari approcci e di vedere quale vi permette di ottenere il massimo dal vostro tempo di studio. Questo metodo può funzionare per me, ma non per voi. Lo scopo di questo articolo è semplicemente quello di darvi uno spunto e magari aiutarvi a trovare nuove tecniche da provare. 

In questi giorni ho fatto qualche sondaggio su Instagram per vedere come voi vi approcciate al mondo dello studio. Moltissimi, quasi il 70% prende appunti durante la lezione e solamente il 30% utilizza il materiale fornito dal docente o il libro durante la lezione, su cui poi si prende nota delle informazioni mancanti. Questo sondaggio ci dimostra come ognuno di noi è diverso e utilizza approcci diversi per memorizzare concetti. 


Per andare con ordine, suddividerò il post in punti.

1. Preparo il materiale per prendere appunti.

Generalmente, le lezioni in università vengono svolte dal professore mediante l'utilizzo di slides che vengono proiettate. Nel mio dipartimento, i professori, condividono tutto il materiale attraverso una piattaforma, così prima di ogni lezione, stampo questi file per poi portarmeli a lezione per prendere appunti. Quando stampo i vari file, cerco sempre di formattare la stampa in modo tale da lasciarmi lo spazio necessario a prendere gli appunti.

C'è stata una materia nel secondo semestre che anche se aveva le slides, non le stampavo per prenderci gli appunti sopra. Questo perchè il professore aggiungeva tantissime informazioni in più rispetto a quello che c'era scritto e diventava un po' difficile seguirlo scrivendo tutto sulle sue slides.

Questo per dirvi che non sempre questo "metodo" funziona, bisogna sempre adattarsi al meglio alla materia da seguire.

2. Appunti.

A lezione cerco di stare più attenta possibile, di segnarmi tutti gli esempi particolari citati dal professore, di prendere più appunti possibili e di scriverli BENE. Questo, poi, mi facilita il lavoro nel pomeriggio e mi aiuta a comprendere con meno difficoltà gli argomenti.

Sembra un po' scontato il punto "scriverli bene", ma non lo è. All'inizio e soprattutto alle superiori, prendevo gli appunti un "po' così", scrivendo male e usando abbreviazioni. Terribile e super sbagliato. Quando, poi, dovevo rileggerli a casa, non capivo metà delle cose che avevo scritto... tempo perso per nulla, insomma.

3. Schemi.

Solitamente, nel pomeriggio rivedo gli appunti presi in mattinata e leggo gli argomenti svolti, sul libro. Leggo, sottolineo e cerco di capire il più possibile, così quando dovrò studiare per l'esame, dovrò solamente memorizzare i concetti senza perdere tempo a capirli.

Dopo aver letto appunti e libro, mi preparo psicologicamente e fisicamente a fare gli schemi per lo studio futuro.

Se è possibile, li faccio a computer, se invece ci sono troppi disegni particolari o formule strane li faccio su dei fogli bianchi. Fatemi sapere se volete un articolo su come organizzo gli appunti/schemi.

Negli schemi, inserisco principalmente gli appunti, ma anche il libro. Questo secondo punto è fondamentale per comprendere al 100% i concetti svolti in aula e per approfondire. Ho visto una grandissima differenza da quando ho iniziato a integrare il libro nei miei schemi:
- Faccio meno fatica a comprendere gli argomenti;
- Ho più esempi da riportare in sede di esame;
- Mi aiuta a formare un discorso completo per la parte orale.

4. Prima fase di studio.

Generalmente, nel mio dipartimento, gli scritti vengono suddivisi in due provette intermedie. Per questo motivo, c'è una prima fase di studio. Solitamente nelle provette ci sono esercizi, ma alcune volte bisogna anche sapere una parte di teoria; quindi la prima fase di studio è semplicemente una lettura un po' più approfondita degli schemi.

5. Riassunti.

Questo punto non sempre lo sviluppo. Generalmente quando affronto la prima fase di studio, se vedo che faccio fatica a ricordare qualche concetto o qualche argomento, cerco di fare un riassunto per punti o una mappa. Devo dire che questo mi aiuta molto quando faccio fatica a ricordare alcune cose.

6. Studio

Questa è la fase più difficile di tutte, ma quella più importante. Quando giunge il momento, prendo i miei schemi in mano e inizio a ripetere. Solitamente in questa fase ripeto a mente perchè studio in università.

7. Questions Time.

Per vedere se ho capito tutto o per vedere se sono in grado di fare un discorso completo, mi preparo o chiedo a qualcuno di farmi delle domande per testare il mio livello di conoscenza. In questo modo salgono a galla i dubbi, le lacune e i vari problemi. In questo modo, so cosa andare a rivedere prima dell'esame.

8. Ripasso.

Questa ultima fase solitamente avviene in tre micro-fasi.

8.1. Inizio a ripetere a voce alta, questo mi permette di esercitarmi a creare discorsi senza intoppi.
8.2. Questions time con le compagne di corso. In questa fase ci facciamo domande a vicenda, come preparazione all'esame oppure per risolvere eventuali dubbi.
8.3. Simulazione d'esame. Non sempre è fattibile provare a farla, ma negli ultimi esami orali, ho avuto l'opportunità di simulare l'esame con le mie compagne di corso. Ottimo metodo per ripassare prima dell'esame senza cadere troppo nell'ansia.

Cosa vorrò provare il prossimo anno?
Una cosa che mi affascina particolarmente sono le flash cards. Ancora non ho avuto modo di provare ad utilizzarle, ma il prossimo anno vorrei proprio iniziare. 

E voi cosa volete provare di nuovo per il vostro metodo di studio? 
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Ciao e benvenuto su Diario di Martina. Mi chiamo Martina, ho 19 anni e ho aperto questo blog nel 2019. Sono un'aspirante chimica, una lettrice a tempo perso e blogger per passione. Questo blog è nato con lo scopo di condividere i pensieri e le emozioni che la vita da fuori sede mi suscita. E' un luogo di pace e benessere personale. Il mio motto:"vivere sempre con entusiasmo". Buona permanenza!

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