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Diario di Martina

Concetto alla vista così semplice, ma così difficile da applicare.
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Sono la prima ad eliminare quei momenti di riposo come: farsi una maschera, guardare un episodio... Per paura di avere sprecato del tempo che poteva tornarmi utile nello studio.
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Sono la prima a capire che è giusto prendersi una pausa ogni tanto, ma dentro di me non sono capace di assimilare tali parole.
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Tiro talmente tanto la corda che spesso si spezza e sono obbligata a prendermi una pausa perché non posso fare altrimenti.
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Nell'ultimo periodo sto prendendo coscienza delle mie limitazioni, senza vergognarmene e sto imparando a gestire il tempo in modo tale da trarne maggior profitto senza distruggermi.
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Ho preso coscienza delle mie capacità e del fatto che qualche ora di pausa non può influire negativamente sul mio rendimento, anzi.
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Ho notato che prendermi qualche ora di pausa mi permette di essere più energica e di trarre maggior profitto dalle ore di studio. Se sono stanca, provata, faccio tantissima fatica per ottenere un risultato peggiore rispetto a quando mi rilasso e mi riposo un po'.
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Ho visto che prendermi metà giornata di pausa, il giorno prima dell'esame, mi ha aiutato molto con il discorso dell'ansia; infatti, il giorno successivo sono meno agitata in quanto il giorno prima l'ho passato svagandomi e non struggendomi chiusa in casa a leggere senza memorizzare concetti che so perfettamente.
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Tutto questo discorso è per dirvi che prendersi una pausa non vi rende "cattivi" studenti, anzi, vi aiuta a migliorare come persone e a vivere tutto al meglio.
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Io con un messaggio, non posso di certo aiutarvi a cambiare, ma almeno fate una prova, prendetevi due orette di riposo per almeno due volte. Sono sicura che questo vi farà ca
mbiare idea.
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La scorsa settimana è stata decisamente difficile. Sono venuta a contatto con verità scomode e difficili da gestire.
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Sono una ragazza che ha un carattere molto forte che difficilmente si piega al volere della "società" per poter piacere agli altri. Io sono fatta così e non devo andare contro ai miei ideali e ai miei valori per poter andare d'accordo con persone con cui non ho nulla in comune.
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Ho sempre avuto difficoltà nel relazionarmi con altre persone, perché credo ancora nel rispetto reciproco e soprattutto nel rispetto nei confronti del rapporto che si definisce tra due persone. Credo nel valore dell'amicizia, nella lealtà nei confronti di una persona che occupa un posto importante nella tua vita, credo nel rispetto (lo sottolineo nuovamente), credo in valori che si stanno andando perdendo.
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Fin dalle superiori ho trovato difficile relazionarmi con persone che modificavano il loro essere per poter piacere a delle persone che poi non li consideravano realmente. Tutt'ora mi trovo in situazioni spiacevoli in cui non so come comportarmi.
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Dalla vita ho imparato che prima di andare bene alle altre persone, bisogna andare bene a sé stessi. Prima bisogna stare bene con sé stessi e poi con gli altri, perché se mai staremo bene con noi, come possiamo stare bene con gli altri?
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Per la rubrica "cosa mi ha insegnato la vita", vorrei aprirmi nei confronti di chi sta ancora cercando di capire come funzioni la vita, sia chiaro che io ho ancora molto da imparare, ma ho vissuto in prima persone esperienze che mi hanno fatto capire che noi siamo importante e dobbiamo circondarci di persone che ci stanno fare bene. Ci saranno sempre persone che verranno e se ne andranno: bisogna cogliere l'opportunità di quei momenti senza rimanerci troppo male se, ad un certo punto, avranno deciso che per quel giorno, per quel momento noi non andremo più bene per loro.

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Navigando tra i vari studygram, termine per definire quei account Instagram di studenti che pubblicano i loro appunti, ho notato che in paesi diversi dall'Italia, hanno già ripreso le lezioni. Per non ritrovarmi all'ultimo, ho deciso di pubblicare oggi questo articolo che mi sta molto a cuore. E' un consiglio? Non saprei come definirlo, ma prima di iniziare l'università avrei voluto che qualcuno mi spiegasse questa "cosa".

Io parlerò della mia esperienza in un dipartimento di ambito scientifico, visto che studio chimica, ma alcuni consigli che leggerete in questa rubrica, si possono applicare a tutti.

Il primissimo "consiglio" che mi sento di dare è: studiate per voi, studiate per capire, non studiate per il professore o per superare l'esame/test. Spesso il parere diventa soggettivo e il voto non rispecchia il vostro esame o la vostra preparazione.

Io frequento il dipartimento di chimica, non si chiamano più facoltà, e nell'ambito scientifico è molto importante capire gli argomenti che si studiano. Studiate per voi, cercando di focalizzare la vostra attenzione sulle basi che costruiranno poi la vostra carriera accademica. Studiate per voi, non imparate a memoria perché non vi servirà a molto. Appena finito l'esame vi sarete già scordati tutto e farete più fatica negli esami successivi. 

Non focalizzatevi eccessivamente sul voto. Ci sono molti aspetti che influenzano la decisione del professore, spesso il voto non corrisponde con le vostre conoscenze. Il professore può essere alterato da avvenimenti che non c'entrano con voi, può essere nervoso o semplicemente applica un sistema di valutazione alquanto discutibile. Ho sentito di alcuni professori che in una giornata di esami, dovevano bocciare un certo numero di persone. Quindi, anche se, tu studente, eri davvero preparato, ma sei capitato nel momento sbagliato, ti puoi ritrovare a non superare l'esame per x motivi. 

Prima di rifiutare un voto, ponetevi queste domande: ho imparato qualcosa di nuovo? Le cose le sapevo? Avevo capito gli argomenti affrontati? Se le risposte sono sì, accettate e andate avanti perché l'università è solo un piccolo pezzo della vostra vita e la strada è molto lunga. Un voto non rispecchia quello che siete e quello che sapete. Il voto è solo un numero e voi non potete essere semplificati, schematizzati solamente da un numero che va da 18 a 30. 

Ricordate che l'università, la scuola e qualsiasi percorso accademico, serve a voi e per il vostro futuro. Se voi siete soddisfatti del vostro studio, avete capito i diversi concetti, non fatevi abbattere da un valore numerico. Nel  mondo del lavoro non guarderanno i voti dei vari esami, guarderanno la vostra esperienza, la vostra personalità e la vostra capacità nell'eseguire le varie mansioni.

Per riassumere, non fatevi abbattere se il voto che vi è stato assegnato non rispecchia la vostra preparazione. Spesso è anche questione di fortuna: a volte chiedono domande che si sanno perfettamente, altre ti possono chiedere proprio quei due argomenti che non ci sono perfettamente chiari. Lo studio serve per crescere personalmente e professionalmente, non per superare un esame.
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In questi giorni, navigando un po' sul web avendo molto tempo da perdere, mi sono imbattuta in diversi articoli di blog, video su youtube e post di Instagram dove si parlava della propria vita da studenti. Leggendo i vari articoli e guardando i vari video, ho iniziato a formulare questo elenco di "errori" che vedo negli studenti.

Piccola premessa: sono anche io una studentessa e dalla mia esperienza ho capito che questi "errori" possono ridurre la produttività dello studente. Voglio sottolineare che questo è un elenco, in parte soggettivo, in quanto deriva dalla mia esperienza e vorrei solamente dare uno spunto. Lo scopo di questo articolo non è di criticare o di dirvi di smettere di fare determinate cose, ma di consigliarvi di provare a cambiare alcune abitudini che avete per vedere se avrete risultati migliori.



1. Partire carichi e poi perdere entusiasmo
Questo è uno dei punti principali di questo articolo. Spesso si inizia l'anno scolastico oppure l'anno accademico pieni di entusiasmo e nei primi giorni di lezione si vuole sempre strafare. Nei giorni successivi, si perde sempre di più questa grandissima motivazione, anche frutto della stanchezza che deriva dai primi giorni di grande lavoro, e si tende a procrastinare pensando che c'è sempre tanto tempo prima della fine dell'anno scolastico e/o accademico. 

Cercate di iniziare facendo sempre tutti i compiti o sistemando tutti gli appunti ma senza strafare...non stancatevi subito i primi giorni!


2. To do list troppo piene
Da quando mi sono trasferita nel mio appartamento a Trieste, non devo più solo pensare allo studio. Devo pensare a cosa farmi da mangiare, a cosa comprare di spesa, farmi le lavatrici e altre cose comuni della vita quotidiana. Per non dimenticare di fare nulla, mi creo ogni volta delle "to do list" con le cose da fare. All'inizio le mie liste erano infinite e ogni volta non riuscivo mai a completarle. Questo fatto mi demoralizzava sempre tanto che, con il passare del tempo, divenivo sempre meno produttiva.


Per questo motivo, ho provato ad utilizzare, innanzitutto, un foglietto adesivo di quelli piccoli in modo tale da non avere poi così tanto spazio. Il passo successivo è stato quello di scrivere sempre le attività più importanti e quelle che devono essere completate entro il giorno stesso. Così facendo, mi sono accorta di essere sempre più motivata a svolgere quelle piccole attività quotidiane che non vengono più inserite nella lista e riesco sempre a ritagliarmi qualche piccolo momento di tempo libero. Questo credo sia dovuto al fatto che essendo più motivata, visto che riesco sempre a completare ogni task, sono anche più attiva e più  propensa a fare altre cose e soprattutto le faccio più volentieri.


3. Perdere tempo ad abbellire gli appunti
A me piacciono tantissimo gli appunti curati con le scritte coordinate, ma c'è da dire che ti porta via tantissimo tempo. Ogni volta che apro Instagram e vedo queste studyblogger che postano le foto dei loro appunti super colorati, pieni di disegni bellissimi devo dire che provo un po' di invidia. Alle superiori, tendevo a perdere più tempo sulla parte grafica degli appunti tanto da metterci anche due settimane a preparare gli schemi per un compito. Mi sono resa conto che, per quanto possano essere belli visivamente, non mi aiutavano più di tanto a livello di apprendimento. 


Gli appunti e/o schemi su cui studio ora per l'università, sono essenziali. Non posso più permettermi di perdere tempo dietro a disegni e ghirigori vari. Anche perché, se sono pieni di colori e disegni, durante il periodo in cui devo studiarli, la mia attenzione non è catturata dalle informazioni al loro interno che devo imparare per l'esame, ma tendo a perdere questa poca attenzione guardando la parte estetica e non assimilando i concetti.


4. Non prestare attenzione a lezione
Alle superiori, devo ammettere che non sempre prestavo attenzione a lezione. Quelle volte che non ascoltavo, ho notato che facevo una grandissima fatica a capire e a studiare quelle informazioni. 


Andare a lezione, prendere appunti, ascoltare il professore, aiuta tantissimo l'apprendimento di concetti sia facili che difficili. Questo punto è spesso sottovalutato e se non mi credete provate a fare un esperimento anche voi come ho fatto io. Da quando presto sempre attenzione, ascolto sempre, cerco di fare domande, ho visto un netto miglioramento nei miei traguardi scolastici. Oltre a questo, ho notato che ci impiego meno tempo a studiare e soprattutto, faccio decisamente meno fatica.


5. Avere il tavolo dove si studia pieno di cose
Un altro consiglio che mi sento di darvi è di tenere pulito e ben ordinato il luogo dove studiate. Questo perché, quando avete bisogno di spazio durante le vostre sessioni di studio, non dovete ogni volta riordinare e quindi non perdete tempo. In secondo luogo, avendo uno spazio pulito ed ordinato, riduce le chance di distrarsi con ogni piccola cosa. 


Generalmente, quando studio in università, posiziono sul tavolo il minimo indispensabile per il mio lavoro. Questo ho notato che mi aiuta tanto a concentrarmi e soprattutto ad essere meno stressata visto che non devo sempre riordinare!


6. Usare troppi colori insieme
Questo punto riguarda sempre il discorso dell'attenzione. Se in una pagina si vedono tantissimi colori, la nostra attenzione viene catturata da quelli invece che dal contenuto in sé del foglio da studiare. Quando si deve leggere un testo, una pagina di un libro o i nostri appunti, sarebbe più indicato usare solamente uno o due colori per evidenziare i concetti importanti. Io solitamente uso due colori: uno per le parole importanti e uno per le definizioni o concetti da imparare. Così mi salta subito all'occhio la parola chiave da sapere e poi ho tutto il "contorno" da imparare.


Fatemi sapere se questi consigli vi sono stati utili e se volete una seconda parte. 

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Ieri, stavo pensando che contenuti portare su questo piccolo angolo di web che racchiude un po' la mia vita e ho pensato:"perché non iniziare a parlare di cosa la vita mi ha insegnato?". Tutta gasata, ho scritto questo post al volo e l'ho pubblicato su Instagram. Ora sono qui con il cuore sorridente e la testa un po' più libera per rivisitarlo e approfondirlo al meglio. 


Una delle lezioni più importanti e la prima di cui voglio parlarvi, è che dovete vivere per voi, non per gli altri. La vostra vita deve prendere la vostra forma, non dovete modellarla per imitare nessuno. Voi siete importanti, concetto che spesso tendiamo a dimenticare. Voi siete speciali. Voi lascerete il segno nelle persone che vi stanno vicino, ma solamente se sarete voi stessi.


Con l'avvento dei social network è sempre più facile seguire le persone e scoprire cosa fanno nella loro vita privata. Questo può essere un bene: ha creato una nuova categoria di lavori; ma può essere un male perché al gente cerca ancora di più di imitare le persone che definiscono come "idoli". E' meglio cercare di imitare più che si può una persona o vivere con la propria personalità?


Spesso siamo spaventati dall'ipotetica prospettiva di essere giudicati dalle altre persone. Alcune persone vivono questa situazione con uno stress pazzesco. Io sono la prima a vivere, spesso, in uno stato di ansia perenne. Quando ero più piccola, intorno ai 16 anni, avevo sempre l'impressione di essere giudicata dalle persone che mi circondavano. Questa ansia sociale era dovuta al fatto che mi distinguevo un po' dalla massa, non seguivo la "moda" delle superiori. Non sono mai stata uguale a tutti i ragazzi della mia età, avevo sempre passioni, hobby e pensieri diversi. Questo mi ha portata ad isolarmi un po', ma sinceramente non mi è mai importato granché. Ho sempre avuto chiaro in testa come dovevo essere e non mi è mai importato più di tanto, se non in alcune occasioni, di non essere capita dai ragazzi che mi circondavano. E' stato difficile superare lo stress di avere l'impressione di essere costantemente giudicata, ma crescendo ho capito che era tutto nella mia testa. Ora, però, l'ansia si fa sentire per altre cose...non è mai finita!


Purtroppo viviamo in una società dove difficilmente troviamo persone vere, perché abbiamo la tendenza a nasconderci dietro ad una maschera. Questo perché? Perché non vogliamo deludere nessuno, perché è più facile modellarci in base alla persona che abbiamo davanti piuttosto che sentirci criticare. Nella società odierna che ha dettato un certo tipo di standard, siamo più propensi a uniformarci alla massa piuttosto che spiccare come macchia colorata in un dipinto in bianco e nero. Volete essere considerati come "pèrsone e non persòne", come diceva il buon vecchio Pirandello? Volete essere dei personaggi che rivestono un ruolo (pèrsone) o volete vivere al massimo le esperienze che la vita vi dona (persòne)?


Io ve lo dico e ve lo ripeterò: vivete come siete e vivete al massimo. Vivete con entusiasmo perché siete bellissimi e siete speciali. Capiteranno sicuramente le critiche, ma questo vi servirà per migliorarvi ed a imparare qualcosa di più.


Vivete, fatevi amare e scopritevi. Non nascondetevi dietro ad una maschera che non permette a nessuno di vedere chi siete realmente.

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Ciao e benvenuto su Diario di Martina. Mi chiamo Martina, ho 19 anni e ho aperto questo blog nel 2019. Sono un'aspirante chimica, una lettrice a tempo perso e blogger per passione. Questo blog è nato con lo scopo di condividere i pensieri e le emozioni che la vita da fuori sede mi suscita. E' un luogo di pace e benessere personale. Il mio motto:"vivere sempre con entusiasmo". Buona permanenza!

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